PARKINSON: dagli States come migliorare i disturbi della voce

Quando parliamo della persona con Parkinson pensiamo in prima battuta ai sintomi motori quali il tremore, la rigidità e la lentezza dei movimenti che accompagnano tale malattia.

Eppure, nella malattia di Parkinson i disturbi del linguaggio e della voce hanno una frequenza di circa l’89% e si manifestano con:
• Voce flebile
• Articolazione imprecisa
• Eloquio monotono e accelerazioni improvvise del Ritmo
• Compromissione dell’intelligibilità dell’eloquio

Questi disturbi portano a una diminuzione della partecipazione a livello comunicativo alla vita familiare, lavorativa e sociale; da ciò la perdita di autostima e sintomatologie depressive sono frequenti.

Il metodo Lee Silverman Voice Therapy, nato negli USA nel 1986, ha il vantaggio di focalizzare l’attenzione del paziente su un solo obiettivo: la voce forte.
L’allenamento intensivo che caratterizza la struttura del metodo (16 sedute individuali: 4 giorni a settimana consecutivi per 4 settimane) è pensato perché il logopedista possa guidare il paziente nell’aumento del volume vocale insegnandogli a sviluppare la forza richiesta per parlare con un volume di voce normale.

Approfonditi studi supportati da dati dimostrano che l’aumento del volume vocale porta a ulteriori cambiamenti positivi nella comunicazione:
¬ aumento dell’Articolazione verbale
¬ maggiore variazione nell’Intonazione e nella Modulazione della voce
¬ aumento della Mimica
¬ miglioramento della Deglutizione
e, non per ultimo…
¬ aumento dell’Autostima

Decenni di ricerca finanziata dal National Institute of Health hanno dimostrato che l’LSVT è efficace (raccomandato anche dalle Linee Guida Parkinson Olandesi) e i risultati ottenuti durano nel tempo: da un minimo di 6 mesi a un massimo di 2 anni!
Solo Logopedisti Certificati possono applicare questo metodo.

Dott.ssa Paola Velardo
Logopedista Certificata LSVT
Studio di Logopedia Abilmente
Via Parini 5, Torino

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Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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