Minaccia globale: la resistenza agli antibiotici

24/07/2023by Staff Leva

L’antibiotico-resistenza è una minaccia globale alla salute pubblica che si sta rapidamente diffondendo in tutto il mondo. Questo fenomeno si verifica quando i batteri sviluppano la capacità di resistere agli effetti degli antibiotici, riducendo così l’efficacia dei trattamenti antibiotici contro le infezioni batteriche. In questo articolo esploreremo la situazione attuale dell’antibiotico-resistenza, i possibili scenari futuri, le soluzioni proposte e le fonti attendibili su questo tema.

Situazione attuale

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ogni anno circa 700.000 persone muoiono a causa di infezioni resistenti agli antibiotici in tutto il mondo. Si prevede che entro il 2050, se non si adottano misure significative, questo numero aumenterà a 10 milioni di persone all’anno.

In Italia, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha stimato che ogni anno si verificano circa 700.000 infezioni nosocomiali (contratte in ospedale) e che il 10% di queste infezioni è dovuto a microrganismi resistenti agli antibiotici. Inoltre, l’ISS ha rilevato un aumento del 35% dell’antibiotico-resistenza nei batteri Gram-negativi (come Escherichia coli e Klebsiella pneumoniae) tra il 2012 e il 2017.

Negli Stati Uniti, i Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC) stimano che ogni anno si verificano almeno 2,8 milioni di infezioni da batteri resistenti agli antibiotici e che circa 35.000 persone muoiono a causa di queste infezioni.

In Europa, il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) ha stimato che ogni anno ci sono circa 670.000 casi di infezioni da batteri resistenti agli antibiotici e che queste infezioni causano circa 33.000 morti.

In generale, è evidente che l’antibiotico-resistenza è una minaccia globale alla salute pubblica, che richiede l’adozione di misure significative per prevenirne la diffusione e proteggere la salute delle persone.

Le brutte notizie

Il peggior scenario riguardo l’antibiotico-resistenza è che, nel prossimo futuro, le infezioni batteriche diventino incurabili, aumentando così il tasso di mortalità per le malattie infettive e compromettendo gravemente la salute pubblica.

In questo scenario, le comuni infezioni batteriche, come le infezioni delle vie urinarie, le infezioni dell’orecchio, la polmonite e la sepsi, potrebbero diventare estremamente difficili da trattare con gli antibiotici. Questo potrebbe portare a una maggiore mortalità, specialmente nei pazienti anziani e immunocompromessi.

Inoltre, questo scenario potrebbe compromettere gravemente la capacità di eseguire procedure mediche di routine come interventi chirurgici, chemioterapia e trapianti di organi. Infezioni batteriche comuni possono diventare letali senza la possibilità di utilizzare antibiotici per il trattamento.

Un’altra possibile conseguenza del peggioramento della resistenza agli antibiotici è che i farmaci usati per prevenire e trattare infezioni batteriche negli animali da fattoria potrebbero diventare inefficaci. Questo potrebbe portare all’insorgere di malattie infettive nei prodotti animali, creando potenzialmente un rischio per la salute pubblica.

In generale, il peggior scenario dell’antibiotico-resistenza comporterebbe un aumento della mortalità per le malattie infettive e una riduzione della qualità della vita delle persone colpite. Per evitare questo scenario, è necessario agire con urgenza per prevenire e controllare la diffusione dell’antibiotico-resistenza attraverso il monitoraggio, l’uso appropriato degli antibiotici, la ricerca e lo sviluppo di nuovi farmaci.

Possibili soluzioni

Ecco alcune possibili soluzioni per contrastare l’antibiotico-resistenza:

  • Promuovere l’uso responsabile degli antibiotici: questo significa educare i medici, i farmacisti e i pazienti sull’importanza di utilizzare gli antibiotici solo quando necessario e di seguirne correttamente le istruzioni, in modo da ridurre il rischio di resistenza. Inoltre, è necessario ridurre l’uso di antibiotici in ambito agricolo, dove spesso vengono somministrati a scopo profilattico negli animali da fattoria.
  • Migliorare il monitoraggio e la sorveglianza: è importante monitorare attentamente la diffusione dell’antibiotico-resistenza, in modo da prevenire la sua diffusione e identificare tempestivamente eventuali focolai di infezione resistenti agli antibiotici. Ciò richiede la creazione di sistemi di sorveglianza e di monitoraggio a livello locale, regionale e nazionale.
  • Sviluppare nuovi antibiotici e nuove terapie: è importante investire nella ricerca e nello sviluppo di nuovi antibiotici e nuove terapie, in modo da trovare soluzioni alternative per le infezioni batteriche resistenti agli antibiotici. Questo richiede un impegno a lungo termine nella ricerca di nuove molecole e nell’identificazione di nuovi bersagli terapeutici.
  • Utilizzare terapie alternative: l’utilizzo di terapie alternative, come la terapia con virus batteriofagi, i batteri probiotici e l’immunoterapia, potrebbe rappresentare un’alternativa ai tradizionali antibiotici. Tuttavia, queste terapie alternative richiedono ulteriori studi per dimostrare la loro efficacia e sicurezza.
  • Rafforzare la cooperazione internazionale: l’antibiotico-resistenza è un problema globale che richiede un approccio coordinato a livello internazionale. È necessario creare reti di cooperazione tra i paesi per condividere dati e informazioni, sviluppare strategie comuni e condividere buone pratiche. Inoltre, è importante incoraggiare la ricerca e lo sviluppo di antibiotici a livello globale, soprattutto nei paesi a basso e medio reddito.
  • Educazione e informazione: educare e informare il pubblico, i medici, i farmacisti e altri operatori sanitari sull’antibiotico-resistenza, sui rischi ad essa associati e sulle pratiche da seguire per ridurre il rischio di sviluppare infezioni resistenti agli antibiotici. L’educazione riguarda anche la promozione dell’igiene personale e collettiva, il controllo delle infezioni, la vaccinazione e l’utilizzo di presidi medici protettivi.

Tutte queste soluzioni richiedono un impegno a lungo termine e una collaborazione globale per affrontare efficacemente la minaccia dell’antibiotico-resistenza e garantire un futuro più sicuro per la salute pubblica.

Cosa bolle in pentola

La ricerca medico-scientifica è attualmente molto attiva nel campo dell’antibiotico-resistenza, con numerosi studi in corso per sviluppare nuovi antibiotici e strategie alternative per il trattamento delle infezioni batteriche. Alcuni degli ultimi studi promettenti includono:

  1. CRISPR-Cas9: la tecnologia di editing del genoma CRISPR-Cas9 sta mostrando promettenti risultati nel combattere la resistenza agli antibiotici. Un team di ricerca dell’Università di Harvard ha recentemente utilizzato la tecnologia per eliminare un gene di resistenza agli antibiotici in batteri E. coli, rendendo i batteri sensibili all’antibiotico.
  2. Batteriofagi: i batteriofagi sono virus che infettano batteri specifici e li distruggono. Questi virus sono stati studiati come alternativa agli antibiotici e in alcuni casi hanno dimostrato di essere altrettanto efficaci. Ad esempio, uno studio condotto dalla Fondazione per la Ricerca e lo Sviluppo dell’Antibiotico ha dimostrato che i batteriofagi possono essere utilizzati per trattare l’infezione da Staphylococcus aureus resistente alla meticillina.
  3. Nuovi antibiotici: diverse aziende farmaceutiche stanno sviluppando nuovi antibiotici che possono combattere i batteri resistenti. Ad esempio, la compagnia farmaceutica Melinta Therapeutics ha sviluppato un nuovo antibiotico chiamato Baxdela, che è stato approvato dalla FDA nel 2017 per il trattamento di infezioni della pelle e dei tessuti molli.
  4. Terapie immunologiche: alcune terapie immunologiche stanno mostrando promettenti risultati nel trattamento delle infezioni batteriche. Ad esempio, una terapia che utilizza anticorpi monoclonali specifici per neutralizzare le tossine prodotte dai batteri sta mostrando risultati promettenti nel trattamento dell’infezione da Clostridioides difficile.

In generale, la ricerca si sta muovendo verso l’identificazione di nuove strategie terapeutiche che possono essere utilizzate in combinazione con gli antibiotici esistenti per combattere l’antibiotico-resistenza.

Conclusione

L’antibiotico-resistenza è una minaccia globale alla salute pubblica, che richiede un approccio integrato per essere affrontata.

Questo approccio dovrebbe includere la prevenzione delle infezioni, l’uso razionale degli antibiotici, lo sviluppo di nuovi antibiotici e l’educazione e la sensibilizzazione del pubblico e dei professionisti sanitari. È importante che i governi, le organizzazioni sanitarie e la comunità scientifica lavorino insieme per affrontare questa minaccia globale alla salute pubblica.

Inoltre, è essenziale che le persone comprendano l’importanza dell’uso responsabile degli antibiotici e della prevenzione delle infezioni. Ciò può essere fatto attraverso l’educazione e la sensibilizzazione del pubblico e dei professionisti sanitari sui rischi associati all’abuso di antibiotici e sull’importanza della prevenzione delle infezioni.

In conclusione, l’antibiotico-resistenza rappresenta una minaccia globale alla salute pubblica che richiede l’impegno di tutti per essere affrontata. È importante che le persone comprendano l’importanza dell’uso razionale degli antibiotici e della prevenzione delle infezioni, e che i governi e le organizzazioni sanitarie si impegnino a promuovere la ricerca e lo sviluppo di nuovi antibiotici e terapie alternative. Solo attraverso uno sforzo integrato, possiamo proteggere la salute pubblica e prevenire la diffusione dell’antibiotico-resistenza.

Fonti

Queste fonti possono fornire informazioni attendibili e aggiornate sullo stato dell’antibiotico-resistenza e sui progressi nella ricerca e nello sviluppo di nuovi trattamenti.

Le informazioni contenute in questo articolo sono elaborati sulla rilettura critica di articoli scientifici, testi universitari e basandosi sulla nostra pratica comune, hanno soli scopi informativi e non hanno pertanto valore di prescrizione medica, non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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