Nel panorama farmacologico, raramente assistiamo all’arrivo di una molecola che non si limita a migliorare uno standard di cura, ma che potenzialmente lo ridefinisce. Mounjaro, il cui principio attivo è la tirzepatide, è uno di questi casi. Approvato per il trattamento del diabete mellito di tipo 2, ha rapidamente catturato l’attenzione globale per i suoi impressionanti effetti sulla perdita di peso, aprendo nuovi orizzonti terapeutici.
Il nostro obiettivo è fare chiarezza su questo farmaco innovativo, analizzandone il meccanismo d’azione, l’efficacia clinica e il profilo di sicurezza, basandoci esclusivamente su dati scientifici solidi e verificati.
La tirzepatide è un farmaco iniettabile a somministrazione settimanale che appartiene a una nuova classe di medicinali. È il primo e unico doppio agonista recettoriale, il che significa che agisce contemporaneamente su due diversi recettori ormonali coinvolti nel metabolismo del glucosio e nell’appetito: il recettore del GIP (polipeptide insulinotropico glucosio-dipendente) e quello del GLP-1 (peptide-1 simile al glucagone).
Questa duplice azione è ciò che distingue la tirzepatide dai suoi predecessori, gli agonisti del solo recettore GLP-1 (come semaglutide e liraglutide), e ne amplifica notevolmente l’efficacia.
Per comprendere la potenza della tirzepatide, dobbiamo pensare al nostro sistema metabolico come a un’orchestra complessa. GIP e GLP-1 sono due ormoni “incretinici” prodotti naturalmente dal nostro intestino in risposta all’assunzione di cibo. Essi agiscono come direttori d’orchestra, coordinando la risposta del corpo al pasto. La tirzepatide imita e potenzia l’azione di entrambi questi direttori.
Ecco come agisce nel dettaglio:
- Aumento della Secrezione di Insulina: Stimola le cellule beta del pancreas a rilasciare insulina in modo glucosio-dipendente. Questo significa che l’effetto è maggiore quando i livelli di zucchero nel sangue sono alti, riducendo drasticamente il rischio di ipoglicemia rispetto ad altri farmaci antidiabetici.
- Soppressione del Glucagone: Riduce la secrezione di glucagone, un ormone che aumenta i livelli di zucchero nel sangue, contribuendo a un migliore controllo glicemico a digiuno e dopo i pasti.
- Rallentamento dello Svuotamento Gastrico: Rallenta la velocità con cui il cibo lascia lo stomaco. Questo non solo aiuta a controllare i picchi di glucosio dopo i pasti, ma contribuisce anche a una sensazione di sazietà più prolungata.
- Azione Centrale sull’Appetito: Agisce sui centri della fame e della sazietà nel cervello, riducendo l’appetito e l’assunzione di cibo.
L’azione combinata su GIP e GLP-1 crea un effetto sinergico che si traduce in un controllo glicemico e una perdita di peso superiori rispetto all’attivazione di un solo recettore.
Secondo il Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto approvato dalle agenzie regolatorie, Mounjaro è indicato per il trattamento di adulti affetti da diabete mellito tipo 2 non adeguatamente controllato, in aggiunta a dieta ed esercizio fisico.
Può essere utilizzato:
- In monoterapia, quando l’uso di metformina è considerato inappropriato a causa di intolleranza o controindicazioni.
- In aggiunta ad altri medicinali per il trattamento del diabete, inclusi metformina, SGLT2i, sulfoniluree o insulina.
L’efficacia della tirzepatide è stata ampiamente dimostrata nel programma di studi clinici SURPASS (per il diabete di tipo 2) e SURMOUNT (per l’obesità). Questi studi hanno confrontato la tirzepatide con placebo, altri farmaci antidiabetici e insulina, fornendo dati robusti.
Controllo Glicemico (Riduzione dell’Emoglobina Glicata – HbA1c)
Negli studi, la tirzepatide ha dimostrato riduzioni dell’HbA1c statisticamente e clinicamente significative.
- Vs Placebo (SURPASS-1): Riduzioni fino a -2,07% per la dose da 15 mg, un risultato eccezionale per una monoterapia.
- Vs Semaglutide 1 mg (SURPASS-2): La tirzepatide (5, 10 e 15 mg) si è dimostrata superiore a semaglutide, un potente agonista del GLP-1, nel ridurre l’HbA1c. La dose da 15 mg ha ottenuto una riduzione media di -2,46% contro -1,86% di semaglutide.
- Vs Insulina (SURPASS-3 e 4): La tirzepatide ha mostrato riduzioni dell’HbA1c significativamente maggiori rispetto all’insulina degludec e all’insulina glargine, con il vantaggio aggiuntivo di una notevole perdita di peso, a differenza dell’aumento di peso spesso associato alla terapia insulinica.
È in questo campo che Mounjaro ha mostrato i risultati più rivoluzionari.
Nei pazienti con Diabete di Tipo 2:
- Vs Semaglutide 1 mg (SURPASS-2): La dose da 15 mg ha indotto una perdita di peso media di -12,4 kg, rispetto ai -6,2 kg di semaglutide.
- Vs Insulina (SURPASS-4): Mentre i pazienti trattati con insulina glargine hanno registrato un aumento medio di peso di +1,9 kg, quelli trattati con tirzepatide 15 mg hanno ottenuto una perdita media di -11,7 kg.
Nei pazienti con Obesità (senza diabete – SURMOUNT-1): I risultati sono stati ancora più sorprendenti, con una perdita di peso media che ha raggiunto il 20,9% del peso corporeo iniziale (circa -22 kg) con la dose da 15 mg dopo 72 settimane. Questi dati posizionano l’efficacia della tirzepatide a un livello paragonabile a quello di alcune procedure di chirurgia bariatrica.
La gestione della terapia con Mounjaro è pensata per essere graduale, al fine di migliorare la tollerabilità, specialmente a livello gastrointestinale.
- Dose Iniziale: La terapia inizia con una dose di 2,5 mg una volta a settimana per le prime 4 settimane. Questa dose non è considerata terapeutica per il controllo glicemico, ma serve ad abituare l’organismo.
- Aumento della Dose: Dopo 4 settimane, la dose viene aumentata a 5 mg una volta a settimana.
- Incrementi Successivi: Se necessario, il medico può aumentare ulteriormente la dose a intervalli di almeno 4 settimane, con incrementi di 2,5 mg, fino a raggiungere le dosi di mantenimento raccomandate di 5 mg, 10 mg o 15 mg. La dose massima è di 15 mg una volta a settimana.
- Mounjaro si somministra tramite un’iniezione sottocutanea nell’addome, nella coscia o nella parte superiore del braccio, utilizzando una penna preriempita monouso. È importante ruotare il sito di iniezione a ogni somministrazione.
Come tutti i farmaci efficaci, anche la tirzepatide presenta potenziali effetti indesiderati. La maggior parte di questi è di natura gastrointestinale, di intensità lieve o moderata, e tende a manifestarsi soprattutto durante la fase di aumento della dose per poi diminuire nel tempo.
Gli effetti indesiderati più comuni includono:
- Molto Comuni (possono interessare più di 1 persona su 10): Nausea e diarrea.
- Comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10): Vomito, stipsi, dolore addominale, dispepsia (cattiva digestione), appetito ridotto ed eruttazione.
Una revisione sistematica ha confermato che, sebbene gli eventi avversi gastrointestinali siano più frequenti con tirzepatide rispetto a placebo o insulina basale, la loro incidenza è simile a quella degli altri agonisti del recettore GLP-1.
Avvertenze importanti:
- Pancreatite Acuta: Sebbene rara, è stata segnalata pancreatite acuta. I pazienti devono essere informati dei sintomi (dolore addominale severo e persistente) e interrompere il trattamento in caso di sospetto.
- Ipoglicemia: Il rischio di ipoglicemia è molto basso quando la tirzepatide è usata da sola o con metformina. Tuttavia, il rischio aumenta se usata in associazione con sulfoniluree o insulina. In questi casi, il medico potrebbe considerare una riduzione della dose di questi ultimi farmaci.
Sebbene l’indicazione principale sia il diabete di tipo 2, l’eccezionale efficacia nella perdita di peso ha portato all’approvazione della tirzepatide anche per il trattamento dell’obesità e del sovrappeso con comorbidità correlate (in alcuni paesi con nomi commerciali diversi, come Zepbound).
I dati dello studio SURMOUNT-1 su pazienti non diabetici sono stati fondamentali, mostrando che quasi il 40% dei partecipanti trattati con la dose da 15 mg ha raggiunto una perdita di peso di almeno il 25%, un traguardo precedentemente raggiungibile quasi esclusivamente con la chirurgia. Questo posiziona la tirzepatide non solo come un farmaco anti-diabetico, ma come un potente agente per la gestione del peso, in grado di modificare la storia naturale delle malattie metaboliche.
La tirzepatide non è semplicemente un altro farmaco per il diabete. È il capostipite di una nuova generazione di terapie metaboliche che affrontano simultaneamente ipergliceia e peso in eccesso, due pilastri delle malattie cardiometaboliche.
La ricerca non si ferma. Sono in corso studi per valutare in modo approfondito gli effetti a lungo termine della tirzepatide sugli esiti cardiovascolari (come infarto e ictus) e sulla malattia renale cronica, aree in cui ci si attendono ulteriori benefici.
È fondamentale sottolineare che Mounjaro non è una “scorciatoia” magica. Il suo utilizzo deve sempre avvenire sotto stretto controllo medico, all’interno di un piano terapeutico completo che includa una dieta equilibrata e un’attività fisica regolare. Il costo e l’accessibilità rimangono questioni aperte che influenzeranno la sua diffusione su larga scala.
La tirzepatide (Mounjaro) rappresenta un progresso scientifico di straordinaria importanza. La sua capacità di agire su due fronti (GIP e GLP-1) si traduce in un’efficacia senza precedenti sia nel controllo del diabete di tipo 2 sia nella promozione di una perdita di peso sostanziale e clinicamente significativa.
Pur con un profilo di sicurezza gestibile, è un farmaco potente che richiede una prescrizione e un monitoraggio medico attento. Il nostro ruolo come farmacisti è quello di supportare pazienti e medici in questo percorso, fornendo informazioni chiare, basate sull’evidenza e aiutando a gestire la terapia nel modo più sicuro ed efficace possibile.
Siamo di fronte a uno strumento che ha il potenziale di cambiare la vita di milioni di persone, e il nostro impegno è garantire che il suo utilizzo sia sempre guidato dalla scienza e dalla cura per il paziente.
- Mounjaro, INN-tirzepatide – Caratteristiche del Prodotto (EMA/AIFA): Documento ufficiale fornito. Contiene le informazioni approvate dalle agenzie regolatorie su indicazioni, posologia, effetti indesiderati e dati degli studi registrativi (SURPASS). https://ec.europa.eu/health/documents/community-register/2023/20231211161235/anx_161235_it.pdf
- Lin, F., Yu, B., Ling, B., Lv, G., Shang, H., Zhao, X., Jie, X., Chen, J., & Li, Y. (2023). Weight loss efficiency and safety of tirzepatide: A Systematic review. PloS one, 18(5), e0285197. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0285197
- Sillassen, C. D. B., Petersen, J. J., Kamp, C. B., Grand, J., Dominguez, H., Frølich, A., Gæde, P. H., Gluud, C., Mathiesen, O., & Jakobsen, J. C. (2025). Adverse effects with tirzepatide: a protocol for a systematic review with meta-analysis and Trial Sequential Analysis. BMJ open, 15(4), e094947. https://doi.org/10.1136/bmjopen-2024-094947
- Ghaleb, J., Khouzami, K. K., Nassif, N., Attieh, P., Ajlani, M. F. A., Sleiman, J. B., Khalouf, A., Harb, F., Azar, S., Kannan, A., & Ghadieh, H. E. (2025). Unveiling Tirzepatide’s Therapeutic Spectrum: A Dual GIP/GLP-1 Agonist Targeting Metabolic, Neurological, and Cardiovascular Health. International Journal of Endocrinology, 2025, 2876156. https://doi.org/10.1155/ije/2876156
Le informazioni contenute in questo articolo sono elaborate sulla rilettura critica di articoli scientifici, testi universitari e basandosi sulla nostra pratica comune, hanno soli scopi informativi e non hanno pertanto valore di prescrizione medica, non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.
