Niente Panico sulle restrizioni per preparati dimagranti

Cerchiamo insieme di capire che cosa è accaduto e cosa è cambiato con l’ultima legge del 10 agosto scorso in merito ai preparati a scopo dimagrante.

La citata legge cade in una grave contraddizione di merito e vedremo subito il perché.
In buona sostanza vieta ai medici la prescrizione e ai laboratori la preparazione di farmaceutici che contengono alcuni principi attivi. Perché? Per motivi di salute?
La risposta più ovvia sarebbe sì. Tuttavia le stesse sostanze sono permesse e presenti in altri numerosi farmaci venduti liberamente e acquistabili senza ricetta.

Quindi da una parte la legge vieta a piccoli laboratori ciò che permette alle grande industrie farmaceutiche.

Di seguito esamineremo nel dettaglio cosa accade:

Il Ministero della Salute ha imposto, con il DM (Decreto Ministeriale) del 10 Agosto 2015, che le seguenti sostanze: bupropione, clorazepato di potassio, fluoxetina, furosemide, metformina, topiramato e triac, non siano più utilizzabili da sole o in associazione, per prescrizioni per il controllo del peso.

Questo Decreto fa seguito a quello emanato il 27 luglio 2015 dove viene fatto divieto di usare un’altra sostanza, la pseudoefedrina, per qualsiasi preparato galenico.

Per rassicurare tutti coloro che sino a ieri hanno assunto queste sostanze, giustamente preoccupati da questo gratuito quanto tempestivo terrorismo mediatico, precisiamo alcuni punti contrastanti di questo Decreto.

Il fatto è che il Ministero non interviene in alcun modo sui preparati industriali a base di questi principi attivi; il medico può prescrivere tranquillamente farmaci industriali contenenti queste sostanze, regolarmente in commercio sia come farmaci di “marca” che come generici.

Altro punto è che queste sostanze sono pericolose solo se usate in Italia poichè questo provvedimento non esiste negli altri stati d’Europa. Nel caso della pseudoefedrina, esistono farmaci industriali ancora in commercio che la contengono, alcuni di questi sono esitabili senza neanche aver bisogno della ricetta medica. (i cosiddetti farmaci da banco).

Purtroppo in un tempo non troppo remoto è esistita la prescrizione  “facile” di queste sostanze da parte di medici; con questo divieto si colpiscono tutti indistintamente, dimostrando un’incapacità di individuare quei soggetti che abusavano.

Nonostante il fine ultimo del decreto sia quello di eliminare sostanze definite pericolose per la salute pubblica, il medico che vorrà continuare a prescrivere queste sostanze potrà farlo ricorrendo ai prodotti industriali che le contengono, poste regolarmente in commercio; la differenza è che nel caso dell’allestimento in laboratorio il dosaggio di questi principi attivi sarebbe stato personalizzato ( in base al peso, età, abitudini alimentari etc), cosa che non accadrà con i farmaci industriali.

Dott. Paolo Calliero
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