FISIOTERAPIA E OSTEOPATIA: scopriamo le differenze

Ormai da tempo sempre più persone hanno grosse difficoltà ad orientarsi in ambito riabilitativo, soprattutto per cercare di capire di cosa si occupano i vari operatori e a quale specialista affidarsi per primo.
In questo articolo viene posto l’accento sulle differenze esistenti tra fisioterapista e osteopata, due figure sulle quali, troppo spesso, regna sovrana la confusione.

FISIOTERAPISTA

“Il fisioterapista è l’operatore sanitario, in possesso del diploma universitario abilitante, che svolge in via autonoma, o in collaborazione   con   altre figure sanitarie, gli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione nelle aree della motricità, delle funzioni corticali superiori, e di quelle viscerali conseguenti a eventi patologici, a varia eziologia, congenita od acquisita” (definizione del Ministero della Salute).

Dal profilo professionale si evince che, oltre ad essere un professionista sanitario diplomato (quindi laureato – percorso universitario di 3 anni, ed abilitato – superamento dell’esame di Stato), il fisioterapista può lavorare in completa autonomia, cioè non necessita di alcuna prescrizione medica.
Inoltre, tale figura, si occupa di problematiche relative alla motricità, ovvero riabilita quei disturbi relativi al sistema neuro-muscolo-scheletrico (dalla lesione muscolare alla frattura ossea, dalla lesione del midollo spinale alla sclerosi multipla, dall’ictus al morbo di Parkinson).

Per assonanza, talvolta, viene confuso con il fisiatra. Il fisiatra, però, è laureato in Medicina e Chirurgia (percorso universitario di 6 anni) e specializzato in Medicina Fisica e Riabilitativa (5 anni). E’, pertanto, un medico e il suo lavoro consiste nel coordinare un team interprofessionale e interdisciplinare e nel realizzare il Progetto Riabilitativo Individuale.

OSTEOPATA

L’osteopata si occupa della fisiologia e dell’energia: mira a riportare l’equilibrio, stimola e facilita i meccanismi di autoregolazione, adattamento corporeo e restaurazione dell’omeostasi. Nella sua pratica utilizza tecniche manuali strutturali o funzionali agendo sul sistema locomotore, viscerale e cranio-sacrale.

Per diventare osteopata è necessaria una formazione di 5/6 anni che in Italia è di carattere privato, non universitario. A differenza del fisioterapista, durante il proprio percorso, l’osteopata NON svolge ore di tirocinio formativo presso strutture ospedaliere pubbliche e/o private-accreditate.  Per conseguire, invece, la laurea in Osteopatia, ad oggi, è necessario affidarsi a scuole che hanno stretto accordi con università di altri Paesi in cui l’osteopatia è già riconosciuta e regolamentata.

Il Ministero della Salute non rilascia l’abilitazione all’esercizio di questa pratica. Essa risulta “valida” solo se l’osteopata è già in possesso di un precedente titolo sanitario abilitante (medico chirurgo, odontoiatra, fisioterapista, ecc.). Diversamente, il titolo è privo di validità, almeno fino a quando non ci sarà un riconoscimento ufficiale da parte del servizio sanitario nazionale italiano. Ciò è in fase di attesa dei decreti attuativi.

Il Ddl Lorenzin ha permesso di creare gli Ordini delle professioni sanitarie (nelle quali rientra la fisioterapia) che permetteranno di combattere l’abusivismo di queste professioni intellettuali e pratiche. Con suddetto Disegno di legge è stata individuata nell’osteopata una nuova professione sanitaria per la quale, però, deve ancora essere definito dal Ministero il rispettivo percorso universitario

Gabriele Iorianni
Fisioterapista
gabriele.iorianni@gmail.com
+393452842500

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Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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