TRISTEZZA e DEPRESSIONE: una nuova luce

Vi siete mai chiesti quale sia la differenza tra tristezza e depressione?

Domandandolo a diversi esperti e ricevendo una varietà di risposte si può arrivare alla conclusione che la tristezza ha un che di vivo e fluido, ed è un aspetto essenziale di una vita piena, mentre la depressione ha un che di immobile e letale, qualcosa che impedisce di vivere.

La depressione può manifestarsi in varie forme, lievi o gravi, può essere di breve o lunga durata, legata per lo più a circostanze ambientali o ad una predisposizione biologica.

Quando è grava può essere così paralizzante da rendere l’esistenza priva di gioia, rovinare le relazioni, interferire col lavoro e gli hobbies fino a far desiderare di non vivere più. Tuttavia, anche quando è lieve, può impedire di apprezzare la vita e goderne a pieno.

La depressione però non si manifesta sempre, come ci aspetteremo, attraverso una forte malinconia o un profonda infelicità, ma può esprimersi attraverso altri segnali come:

  • Perdita di energie ed interesse
  • Essere turbati da “piccole cose”
  • Sentirsi in colpa per ciò che si pensa o ciò che si fa
  • Essere indecisi, pessimisti o tormentati da pensieri autocritici
  • Sentirsi annoiati, inquieti o distaccati.

Inoltre la depressione può essere accompagnata da sintomi fisici come ad esempio: l’insonnia o l’eccesso di sonno, l’irrequietezza, la perdita di interesse per il sesso, l’aumento o la riduzione dell’appetito.

La relazione tra tristezza e depressione è curiosa poiché: possiamo sentirci tristi in quanto la tristezza è uno degli aspetti che fanno parte dell’umore depresso, oppure possiamo deprimerci perché ci sentiamo spesso tristi o possiamo persino rattristarci per il fatto che siamo depressi e questo ci impedisce di vivere come vorremmo. Un altro aspetto ancora più interessante ed importante riguarda il modo che ognuno di noi ha di considerare e trattare la propria tristezza: la maggior parte delle persone infatti non è molto entusiasta di provare l’emozione della tristezza e la prima reazione che ha è di cercare di eliminarla.

Dovremmo però forse incominciare a pensare che se nella nostra vita emozionale non ci fosse anche la tristezza potremmo mai essere in grado di riconoscere la gioia? Così come impariamo a riconoscere le cose attraverso il confronto con il loro opposto, il grande con il piccolo, il pieno con il vuoto, il caldo con il freddo, anche a livello emotivo la tristezza ci permette non solo di riconoscere la gioia ma anche di provarla! Ecco che allora, quando cerchiamo di eliminare le emozioni dolorose, appiattendo la nostra vita affettiva ed emotiva, procuriamo a noi stessi un senso di morte generale. Questo è un aspetto di ciò che accade nella depressione: nel tentativo di proteggerci dalla tristezza ci priviamo della gioia, dell’interesse e dell’entusiasmo.

Potrebbe quindi esserci più utile e salutare, quando sentiamo che la tristezza ci assale, cercare di entrare, insieme ad uno specialista competente, all’interno dei luoghi oscuri della nostra mente e del nostro cuore, passando attraverso la sofferenza, per poter trovare una via che ci riporti verso una nuova luce.

Dott.ssa Diletta Romanetto
Psicologa psicoterapeuta
diletta.romanetto.dr@gmail.com
+393464211849

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Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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