INTOLLERANZE ALIMENTARI: Oggi il test

In collaborazione con Prodeco oggi, mercoledì 15 di novembre, presso la Farmacia Leva ci sarà l’opportunità di effettuare un Test delle Intolleranze Alimentari dalle 9:00 alle 19:00.
I campioni verranno inviati in un laboratorio ed analizzati secondo il metodo ELISA. Dopo 10 giorni si riceverà il risultato con un referto del dott. Alessandro Targhetta, medico nutrizionista che consiglierà una dieta da seguire.
Il costo del test è di 100 € e verrà effettuato previa prenotazione al numero 011544945.

  1. COS’E’ UNA INTOLLERANZA ALIMENTARE?

Bisogna chiarire innanzitutto la differenza tra allergia e intolleranza. La prima, quando il sistema immunitario viene a contatto con una sostanza esterna (antigene), dà una risposta in pochi minuti e scatena una potente azione infiammatoria che porta a immediati rischi per la salute.

L’ intolleranza alimentare si presenta quando lo stimolo di un antigene è ripetuto nel tempo. Si crea un’infiammazione cronica con sintomi e disturbi che possono impiegare diverso tempo a manifestarsi.

  1. QUALI POSSONO ESSERE LE CAUSE DELLE INTOLLERANZE?

Lo sviluppo di un’intolleranza alimentare è da attribuire alla mancata integrità della mucosa intestinale. Cerchiamo di semplificare con un esempio: se vogliamo filtrare una spremuta con un colino, se questo strumento è integro lascerà passare solo il succo mentre se ha dei buchi lascerà passare anche dei pezzi di frutta. È lo stesso per il nostro intestino! Se l’attività di filtro è buona nel sistema linfatico e sanguigno passano solo alimenti riconosciuti come nutrienti ma se la mucosa intestinale lascia passare alimenti non completamente digeriti, il sistema immunitario li individua come estranei e per questo da attaccare e distruggere. Da quel momento si svilupperà intolleranza verso quell’alimento.

Ma perché la mucosa intestinale diventa permeabile? Possono esserci diversi motivi tra cui: il cattivo stato della flora batterica intestinale, il mancato allattamento al seno, l’abuso di farmaci, un errato stile alimentare, un consumo eccessivo di alimenti sofisticati, stress e candidosi sistemica.

  1. QUALI SONO I SINTOMI DI UN’INTOLLERANZA ALIMENTARE?

I sintomi più frequenti coinvolgono l’intestino con stipsi, diarrea e gonfiore addominale, ma possono anche presentarsi stanchezza cronica, mal di testa, pruriti, dermatiti, herpes labiale recidivante, o ancora predisposizione a malattie delle prime vie aeree come bronchiti e sinusiti oppure una tendenza a cistiti e vaginiti recidivanti. Questi sintomi indicano lo stato di intossicazione e sovra-stimolazione cronica del nostro sistema immunitario che può sfociare in malattie ben più gravi.

  1. QUALI SONO LE INTOLLERANZE PIÙ DIFFUSE?

Gli alimenti che principalmente creano intolleranze sono: il latte vaccino, il grano, la carne di maiale, il caffè, l’olio di oliva, pomodoro, lieviti e mela. Diversi studi hanno dimostrato come l’intolleranza sia dose dipendente almeno all’inizio del suo sviluppo. Bisogna quindi escludere per un periodo che va dai 3 ai 6 mesi l’alimento verso cui si è intolleranti. L’ importante però è agire sulle cause dell’ intolleranza altrimenti si continueranno a sviluppare ulteriori intolleranze verso alimenti tra quelli assunti più frequentemente.

  1. QUALI SONO I TEST Più AFFIDABILI?

I classici test per le allergie (prick test, prick by prick, rast, prist, patch test) non sono validi per diagnosticare un’intolleranza alimentare e ne esistono altri quali:

  • Test elettrodiagnostici (vega test)
  • Cyto test
  • Test kinesiologico
  • Dria test
  • Metodo ELISA

Di tutti questi test diagnostici l’unico ad avere una rilevanza scientifica nella medicina tradizionale è la determinazione con il metodo ELISA. Il test ricerca gli anticorpi specifici (IgG4) che si sviluppano per contrastare determinati antigeni alimentari. Il test viene effettuato prelevando due campioni di sangue capillare dai polpastrelli. Il sangue raccolto viene posto a contatto con uno speciale supporto contenente gli alimenti che si vogliono testare: gli anticorpi IgG4 specifici presenti nel sangue si legano agli antigeni alimentari e possono così venire misurati.

 

Dott.ssa Alessandra Dorigo
Farmacista
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Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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